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Articolo di Alberto Bellotto pubblicata

http://www.lettera43.it/capire-notizie/terrorismo-il-bilancio-del-2016-in-infografiche_43675254187.htm

Nel 2016 il Vecchio Continente ha pianto 206 vittime di terrorismo, cifra che sale a 668 se si contano anche i morti del 2015.
Nei primi sette mesi dell'anno, gli attacchi a civili europei e americani sono stati 11: l'anno scorso erano stati 37.
SCIA DI ATTENTATI IN FRANCIA. A pagare il prezzo più alto in questi 19 mesi è stata la Francia, colpita per ben quattro volte.
A gennaio del 2015 con l'assalto alla redazione di Charlie Hebdo, a novembre con gli attacchi allo Stade de France e al Bataclan, a luglio 2016, prima con il tragico attentato lungo la promenade di Nizza e poi con quello alla chiesa di Saint-Etienne de Rouvray vicino a Rouen.
In mezzo, le bombe all'aeroporto di Bruxelles e gli attentati in Turchia, finoall'attentato di Ansbach in Germania dove un richiedente asilo si è fatto esplodere nei pressi di un festival all'aperto. 

 

 

  • La mappa con tutti gli attentati terroristici nei primi sette mesi del 2016.

 

Stando ai dati dell'Ihs, nel 2015 tra Siria e Iraq sono morte più di 9.200 persone.
Ma il numero più preoccupante è quello del 2016: nei primi mesi dell'anno hanno perso la vita più di 10 mila civili. 
Isis, al Nusra e altre sigle affiliate al terrorismo islamico hanno condotto nei due Paesi un totale di 1.490 attacchi.  
ALEPPO E BAGHDAD NEL MIRINO. La presenza del Califfato in tutta la regione unisce Siria e Iraq allo stesso destino: essere i Paesi più colpiti dal terrorismo. Ultimo attacco in ordine di tempo quello ad al Qamishli, cittadina curda al confine tra Siria e Turchia nel quale sono morte almeno 50 persone
In particolare, le città che più di tutte hanno sofferto sono state le siriane Aleppo e Damasco - anche se diversi attacchi hanno colpito la zona costiera di Latakia, sede delle basi militari russe da dove partono i raid contro ribelli e Isis.
L'attentato più sanguinoso è avvenuto però in Iraq, a Baghdad: il 3 luglio sono morte 292 persone. Ma le operazioni del Califfato non riguardano solo la capitale come nel caso dell'attacco ad al-Khalis del 25 luglio che ha causato 21 morti e 32 feriti. Gravi attentati suicidi sono avvenuti anche nelle vicine Ramadi e Falluja e a Mosul, nel Nord del Paese. 

 

Altro Paese pesantemente colpito è l'Afghanistan.
Nonostante l'intervento americano iniziato nel 2001, il livello di insicurezza nel Paese non è mai diminuito.
Alla ormai decennale faida tra le autorità afghane e gli islamisti talebani si è aggiunto anche lo Stato islamico.
L'organizzazione di al-Baghdadi sta cercando di conquistare consensi ai danni dei seguaci del Mullah Omar con l'obiettivo di creare anche in terra afghana una provincia del suo Califfato.
KABUL, ATTACCHI ALLA POLIZIA. La città in cui si scontrano le nuove mire dell'Isis e i vecchi interessi talebani è Kabul. I primi, dopo piccoli attacchi in provincia, hanno fatto un salto qualitativo il 23 luglio con un attentato suicida nella zona di Dehmazang Circle che ha provocato 80 morti.
I talebani invece hanno continuato la strategia degli attacchi alle forze dell'ordine.
Il 30 giugno scorso due attentati suicidi nella capitale hanno provocato la morte di 30 cadetti della polizia.
Sempre a Kabul altre 14 persone, prevalentemente guardie di sicurezza indiane e nepalesi, hanno perso la vita in un attacco kamikaze.
Nel 2015 sono morte 1.185 persone, mentre il bilancio dei primi mesi del 2016 è addirittura peggiore. Secondo i dati Onu negli ultimi 10 mesi sono morte 1.601persone tra le quali molti bambini. Secondo il rapporto della Nazioni Unite dal 2009 al 2016 sono morte 22.941 persone e altre 40 mila sono rimaste ferite. 
 

 

L'altro grande teatro dell'orrore jihadista è l'Africa.
Soprattutto Nigeria e Somalia.
LA FURIA DI BOKO HARAM. La furia di Boko Haram è esplosa in tutta la sua violenza nel 2011 con 32 attacchi che hanno causato 114 vittime.
Da quel momento gli attentati sono aumentati, e così anche il numero delle persone che hanno perso la vita.
L'anno nero è stato il 2015 con oltre 6 mila morti, di questi 2 mila a Baga, nel Nord-Est del Paese.
In generale, dal 2011 a oggi ci sono stati 1.032 attacchi e attentati che hanno provocato la morte di 11.885 civili.
AL SHABAAB COLPISCE NEL CORNO D'AFRICA. Il decennale conflitto in Somalia ha portato alla ribalta il gruppo islamista Al-Shabaab.
Attivi soprattutto a Mogadiscio, hanno iniziato a colpire anche il vicino Kenya, considerato dai terroristi Paese invasore.
L'attentato più sanguinoso del gruppo è stato compiuto nell'università di Garissa, a 350 km dalla capitale Nairobi: in quell'occasione le milizie fecero irruzione nei dormitori del campus uccidendo 147 persone. 


 

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