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“Un aumento di capitale a finalità preventiva, con garanzia pubblica, in vista della cessione di quasi 10 miliardi di crediti deteriorati prescritta dalla Bce. È così che lo Stato intenderebbe venire in soccorso di Mps, secondo uno schema che, all’occorrenza, potrebbe rendersi utile anche per altri istituti. “

Inizia cosi un articolo del sole 24 sui fatti che vedono  MPS travolta ancora una volta dai debiti.

Ormai due settimane fa l’istituto senese, ultimamente noto più per la sua finanza allegra che per la storica attività bancaria, ha ricevuto un diktat non da poco dall’Europa: ridurre le proprie sofferenze di 10 miliardi di euro.

Per capirci meglio, con il termine crediti in sofferenza si identificano quelle somme di denaro erogato dalla banca a soggetti che nel tempo del rientro sono diventati insolventi, per vari motivi.

Questi crediti sono quelli che vanno a comporre il paniere dei crediti cartolarizzati.

In Italia la legislazione ha individuato vari tipi di crediti deteriorati, che in basse alla percentuale prevista di recupero e del tempo passato dall'ultima rata pagata diventano crediti scaduti, ristrutturati, incagli e  sofferenze.

Di queste mega cartolarizzazioni l’Italia ne ha fatto un vero e proprio lavoro tanto da creare, all’epoca delle enormi sofferenze del Banco di Napoli, la SGA S.p.A. (Società per la gestione delle attività) società del Ministero che si occupa appunto del rientro e della gestione di queste cifre, la società creata nel 1997 come detto per il salvataggio del Banco di Napoli, e che ha visto al suo interno anche attività di recupero per qualche banche in difficoltà e per la Cassa del mezzogiorno.

Nella Gazzetta del 3 maggio 2016 è previsto che il Mef rilevi da Intesa Sanpaolo il 100% delle azioni della società per una somma massima di 600 mila euro e che questa possa acquistare sul mercato «crediti, partecipazioni e altre attività finanziarie», facendo pensare quindi che questa acquisizione (.. se ne potrebbe parlare ..) abbia anche altri scopi, come quello di entrare nel fondo Atlante e soprattutto di poter operare in autonomia sui debiti delle banche.

Dove l’autonomia sta nel fatto che, a differenza di criteri economici ben precisi, non tutte le sofferenze sono uguali, una cosa è il piccolo proprietario che non sarà riuscito a pagare le rate del proprio mutuo ed altra, ben altra cosa, sarà l’imprenditore  che ha avuto lo stesso problema ma che di certo sa dove dormire la sera.

Oggi tutti si preoccupano di scrivere questi passi legislativi sugli aiuti alle banche in modo da non ricadere sotto la scure dell’aiuto di Stato, non previsto in Europa, perché visto come una falsatura del mercato, a noi invece il poco grato compito di far risaltare proprio lo stesso problema guardando l’altra faccia della medaglia quella che ad oggi è sporca di sangue di suicidi di persone che si sono tolte la vita perché derubate dagli istituti che sotto lo scudo della Banca D’Italia non restituiscono, ne tantomeno vanno in soccorso di quelle persone, che fino ad ieri erano i loro clienti e che poi vedono addirittura aumentare i propri guadagni grazie a Governi accondiscendenti.

MPS già in passato è stata aiutata, e lo stato non può continuare ad elargire fondi a criminali economici e buffoni della city economica a scapito degli Italiani, si riunisca il CDA dell’istituto e si vari un piano interno e senza aiuti, dove non fosse possibile recuperare se ne comunichi l’impossibilità alla Banca d’italia che deve fare il suo lavoro, e soprattutto fare il lavoro che fino ad oggi non ha fatto. Il sistema Bancario Italiano è al collasso, occorre subito un intervento legislativo serio sulla cartolarizzazione che tenga conto del rischio economico del non rientro e che obblighi le banche ad un accantonamento percentuale rispetto al totale dei crediti erogati, occorre una volta e per tutte che i banchieri capiscano  cosa è la garanzia di un credito come va gestito e soprattutto deve capire che il rischio di impresa è suo e non degli Italiani.

 

Se non rimettiamo nei giusti binari legislativi le regole del rischio del credito non faremo altro che avallare l’aiuto di stato ad personam per cui qualcuno lo salviamo, i banchieri,  ed altri li buttiamo, il popolo.

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