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CSS: CEMENTIFICI dalla produzione di cemento a INCENERITORI.

Giovanni Vantaggi Medico per l’ambiente

FEDERICO VALERIO Già direttore del dipartimento di chimica ambientale dell’Istituto Tumori di Genova: ha più volte dimostrato che già “normalmente” nelle emissioni dai processi combustivi di un cementificio c’è la produzione di metalli quali: Vanadio in aria, acqua, suolo, vegetali (Himdy, 1990), Cromo nel terreno e nei vegetali (Isikli, 2003),

Cadmio nel terreno, nei vegetali, nel sangue dei residenti (Isikli, 2006) [CROMO e CADMIO sono metalli pesanti secondo la IARC cancerogeni di classe 1; il Vanadio è classificato in classe 2B: cancerogeno possibile]. Tutto ciò accade, perché nei forni dei cementifici, già “normalmente” entrano combustibili come: Carbon fossile – Olio combustibile – Coke da petrolio –Terre da sbianca – Peci – Fanghi di depurazione – Farine animali – Combustibili da rifiuto (=CDR) e dopo il maledetto decreto Clini del luglio 2012 il CSS (Combustibile Solido Secondario) che altro non è che il CDR (Combustibile da Rifiuti, ma che il furbastro Clini, cambiando la due sillabe D ed R con SS ha trasformato i rifiuti in “normale” combustibile aggirando così fatto tutte le regolamentazioni che gravavano sull’uso del CDR. Solita furbata all’italiaota!

Secondo Nomisma in Italia, il Nord-Est (meno il Trentino) e la piccola UMBRIA, hanno una potenzialità di utilizzo di CSS da 44.000 alle 220.000 tonnellate per anno. Di conseguenza, si avrebbe un incremento della produzione di inquinanti oltre ai già menzionati: Mercurio e Tallio (altri metalli pesanti). Non solo ma l’aggiunta di CSS al Pet-coke aumenta in percentuale: la produzione di Cadmio-Tallio di circa il doppio, mentre per il mercurio addirittura di quasi 5 volte! [Genon 2008]. Per quanto riguarda poi la Diossina è vero, che le alte temperature ne scindono i legami, ma essa si riforma sia durante la fase di raffreddamento, che in presenza del rame come catalizzatore. La soluzione?

1)Uso del combustibile meno inquinante in assoluto il Metano che ha il maggior potere calorifico. Ancora meglio il BIOMETANO da produzione anaerobica visto che la purezza di questo è intorno al 95% rispetto all’87% del metano fossile. (all'origine, cioè a a valle della semplice fermentazione anaerobica e a monte di eventuali trattamenti di purificazione (costosi e pertanto raramente usati), il suo grado di purezza varia dal 50% al 70% in base alla natura del 'feedstock' cioè i materiali in ingresso secondo altre fonti)
2) Eliminazione di tutti gli incentivi legati a: biomasse, CSS e CDR.

Per precisare meglio il discorso sul BIO-METANO, si ricorda che la sua produzione nello stesso ciclo dei rifiuti organici è oltremodo auspicabile visto che il 45% dello stesso CSS è costituito da materiale organico, quindi il suo utilizzo per la produzione di biometano da digestione anaerobica può portare solo dei vantaggi anche per la ulteriore selezione di altri materiali, riciclabili, di cui è composto lo stesso CSS. Naturalmente il Biometano va immesso in rete e in questo caso sì, che è “accettabile” l’accesso agli INCENTIVI economici dati dai CERTIFICATI BIANCHI conseguenti al risparmio derivante dalla minore importazione di combustibili fossili.

Detto ciò, da medico per l’ambiente, non posso esimermi dal denunciare gli aspetti relativi alle emissioni da processi combustivi e salute, rimarcando che i limiti di legge (del cui rispetto si riempiono blocca e documenti gli inquinatori e purtroppo spesso anche chi ha compiti di controllori) ribadisco che essi sono solo LIMITI CONVENZIONALI. Basta porre questa domanda per “smontarli” e indicarne la INUTILITA’: “Questi limiti Sono limiti di legge riferiti agli adulti o ai bambini?“. Tutti i limiti di legge sono riferiti alla minor incidenza di danni causati su persone del peso “standard” di 70 kg! Aggiungo soltanto che se le emissioni sono al di sotto dei “famigerati” limiti di legge, non significa assolutamente, non avere malattie o morti. Come dimostrato da innumerevoli studi sia nazionali che internazionali. Dato il rischio rappresentato dai METALLI PESANTI e dalle DIOSSINE (e altri COV: composti organici volatili) che non essendo biodegradabili (cioè essendo molecole NON ESISTENTI IN NATURA non possono essere decomposte infatti vengono chiamate anche XENOBIOTICHE) entrano, con le micropolveri, nelle vie aeree attraversandole e diffondendosi ai vari organi provocando sia malattie respiratorie, sia tumorali che cardio-vascolari oltre che nel latte materno.
Per questo è oltremodo AUSPICABILE il BIOMONITORAGGIO. Il monitoraggio dal vivo: latte materno, api, licheni veri indicatori in tempo reale della situazione del carico chimico ambientale.
Un’ultima considerazione riguarda la nuova frontiera della ricerca: l’EPIGENETICA che si basa sullo studio dell’effetto degli inquinanti non sul DNA ma sulla sua estrinsecazione (epigenoma), vera causa dell’incremento delle malattie cronico degenerative (diabete e obesità) oltre l’insorgenza di malattie tumorali durante i primi anni di vita. Non sono dati campati in aria quelli pubblicati Epicentro-Istituto Superiore di Sanità (2008) in cui, per i bambini, l’Italia presenta un incremento di tumori del 3,2% nel primo anno di età e del 2,4% tra i 10 a i 14 anni, rispetto agli altri paesi europei e degli USA.
Ad ulteriore riprova e conferma metto parte dell'articolo di Arturo Zampiglione* su ONU-ITALIA:http://www.onuitalia.com/2016/04/21/renzi-allonu-decalogo-sullambiente-e-sostegno-alla-candidatura-italiana riguardante la politica energetica del governo Renzi:

“Al primo punto del decalogo ambientale di Renzi ci sono gli investimenti nell’eolico, con un’attenzione particolare alle tecnologie italiane. Al secondo figura l’energia solare, dove l’Italia è già leader, ma che ora deve sganciarsi dalla droga degli incentivi pubblici. Al terzo c’è l’impegno a livello europeo per le concessioni legate all’energia idroelettrica, al quarto il geotermico (anche se nessuno si fa troppe illusioni sulle potenzialità), al quinto la diffusione dei contatori digitali in cui l’Enel eccelle e che, da un lato serviranno ai consumatori per avere più controllo sui consumi, dall’altro offriranno grandi possibilità di lavoro a un esercito di elettricisti e artigiani.
Al sesto posto del decalogo renziano c’è poi il miglioramento dell’efficienza energetica delle case popolari, al settimo il rinnovo del vecchissimo parco-autobus e la decuplicazione delle colonnine per caricare le auto elettriche, che devono passare da 2mila a20mila.
Agli ultimi tre punti, gli sforzi per la raffinazione verde, le biomasse e la forestazione" Si parla dei famigerati incentivi ma di toglierli alle rinnovabili, mica alle biomasse (il CSS ormai grazie al decreto Clini è tale).

*Lorenzo Tomatis (Sassoferrato, 2 gennaio 1929 – Lione, 21 settembre 2007) fondatore e direttore della sede IARC di Lione denunciò a suo tempo, con queste testuali parole, le problematiche relative all'uso dei rifiuti come combustibile (allora definito CDR= Combustibile Da Rifiuti):
“Quando anche, per assurdo, nessuno studio epidemiologico avesse evidenziato ricadute sulla salute umana, il solo fatto che gli impianti di incenerimento emettono un gran numero di inquinanti pericolosi e persistenti rende a nostro avviso MORALMENTE INACCETTABILE continuare ad esporre le popolazioni a rischi assolutamente evitabili, date le concrete alternative esistenti”. IARC: Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro

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