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Ancora, 30 anni dopo il disastro, non abbiamo neppure il numero esatto delle vittime, neanche di questo è stato capace il sistema mondiale !!!

“Mancanza di fondi” è l´inaccettabile giustificazione che si è data per aver interrotto gli studi sanitari nel 2005, 11 anni nei quali milioni di persone ed una superficie grande come la metà del territorio italiano, sono esposti a rischi ancora gravissimi.

Ogni giorno di ogni anno, da allora, si verificano fenomeni riconducibili all'incidente: aree non bonificabili, cacciatori costretti a riconsegnare la selvaggina ed un numero di incendi che, dal 1993 al 2013, ha superato il numero 1.100 nella zona di Chernobil.

Ma il pericolo non è scomparso, non si è affievolito, c'è ancora lì a ricordarcelo il famoso reattore 4 dentro il suo “sarcofago” che ormai decrepito e a rischio dovrebbe essere affiancato da uno già progettato e previsto. Pensate un po´ perchè non si fa? Insufficienza di fondi.

Azione Civile chiede che non si abbandonino quei 5 milioni di persone, che venga loro riconosciuto il diritto all'informazione sulla salute e sul cibo e che il mondo, che si ostina a chiamarsi “civile”, non esponga MAI più nessuno a questi rischi.

 

Azione Civile Gruppo Ambiente

 

 

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