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Azione Civile è vicina al Maresciallo Saverio Masi e pensa che il pericolo dell´ archiviazione delle sue denunce sia più che mai vergognoso ed intollerabile.

Il 22 febbraio, il gip,  che si sarebbe dovuto  esprimere proprio sullarchiviazione delle sue denunce, ha rimandato la decisione al 6 marzo. Ma  se tutto ciò avvenisse sarebbe mettere un altro enorme masso che frantuma la verità della storia italiana.

Saverio Masi aveva scoperto complici ed amici fiancheggiatori del boss Provenzano portando avanti indagini e pedinamenti, consultando documenti e fornendo indicazioni per la cattura del boss.

Ma fu fermato dai suoi superiori che  gli ordinarono di finirla di fare il finto coglione, perché Bernardo Provenzano non doveva essere catturato; gli fecero delle offerte in cambio del suo silenzio e della sua cecità, tra cui  un posto di lavoro per la sorella. Lui, non solo rifiutò, ma denunciò ciò che insieme al collega Salvatore Fiducia aveva scoperto ed i fatti che ne erano conseguiti.

Per  tutta risposta fu trasferito per punizione al reparto scorte, togliendo così un brillantissimo uomo al nucleo investigativo, facendogli pagare un peso enorme solo per la sua fedeltà alle istituzioni ed allo Stato, quello vero. Non quello Stato che, se decidesse di archiviare le denunce del maresciallo Masi, getterebbe vergognosamente ancora una volta disonore e discredito su se stesso e sulle istituzioni.

Azione Civile chiede che sia evitata larchiviazione e si stringe accanto al Maresciallo Masi, oggi piú che mai.

 

AZIONE CIVILE

AREA LEGALITA-FAMILIARI VITTIME DI MAFIA

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