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QUESTA DOMANDA INVALSI E' STATA SOMMINISTRATA A BAMBINI DI 5a ELEMENTARE....A NOI SEMBRA UNA STOLTA VIOLENZA COME ABBIAMO SEMPRE SOSTENUTO. CONTRO le prove INVALSI e a sostegno delle proteste dei docenti ma, soprattutto, a sostegno degli studenti italiani. Azione Civile Scuola sostiene la protesta dei docenti e degli studenti italiani contro i test INVALSI che non sono obbligatori né per i docenti né per gli studenti: art. 51 comma 2 della Legge 4 aprile 2012, n. 35, ma sono strumenti di valutazione esterna che servono soltanto a dividere il paese e ad umiliare gli studenti. SE si continua a fare studiare i giovani sulla base delle PROVE INVALSI è sicuro che tutti i futuri ITALIANI diverranno completamente OTTUSI, e non dimentichiamo che già il 47% della popolazione è indicata nei sondaggi come analfabeta, nel senso che non capisce tutte le parole che sente e non recepisce l’ intero significato dei messaggi che ascolta . Mi rivolgo ai genitori degli studenti italiani: avete mai visto le prove INVALSI che fanno fare ai vostri figli a scuola? Quelle prove sono un inutile incubo che viene somministrato AI VOSTRI FIGLI dal ministro dell’Istruzione per soddisfare lo scopo di lucro dell’organizzazione che c’è dietro. Genitori informatevi, perché quelle domandine con risposte a scelta multipla non vogliono dire niente e chiunque può sbagliare la risposta, oppure semplicemente confondersi tra le risposte quasi uguali, gli insegnanti sono costretti a tagliare i loro programmi scolastici in vista di quelle sciocche prove che anche lo stesso insegnante potrebbe sbagliare in un attimo di distrazione. Lo studio, il vero studio che fa crescere una persona e ne qualifica l’intelligenza, non si basa sulla scelta di una risposta su quattro. Il vero studio è fatica della ricerca, fatica di applicazione nel leggere, fatica di spaccarsi il cervello per capire come è accaduto che un autore, un teorema, una tendenza, una legge, una frase famosa, un monumento, siano diventati patrimonio dell’Umanità. Soltanto questa “fatica” forma un’opinione personale. Soltanto la fatica di costruirsi una rete di riflessioni con l’aiuto degli esempi dei docenti, la fatica di fare esercizi con quaderno e penna, tanti, lunghi, estenuanti esercizi, e, OSO DIRE, perfino noiosi, può fare arrivare il cervello a quel grado di allenamento intellettuale che nella vita rimane IMPERDIBILE, rimane ACQUISITO per sempre. I giovani che studiano lo sanno e per questo trovano inutili e aberranti i test Invalsi. Anche l’uso continuo della tecnologia nelle scuole, imposto dal Ministero dell’Istruzione, somiglia alle prove INVALSI, su internet si sceglie ciò che si trova, ma raramente si trova materiale importante se non si sa cercare. La tecnologia deve rimanere un supporto in più e non la base dello studio, la tecnologia non è un punto di partenza della scuola, ma deve rimanere un punto di arrivo per chi già sa distinguere il buono dal dannoso. Lo studio non deve avvenire sui social e non è un copia e incolla di un compito che qualcuno ha mandato on line già scopiazzato. Su internet ci si può informare su tutto, si può approfondire e spaziare, ma non studiare. Studiare vuol dire anche passare ore per mandare a memoria una lunga poesia come il “5 Maggio” di Alessandro Manzoni e ritrovarla intatta nel proprio cervello anche dopo 40 anni. Ma non è la memoria che fa diventare intelligenti, essa, invece, continua per anni ad allenare il cervello e lo mantiene attivo e capace di evolversi. Le prove invalsi e la tecnologia questo risultato non potranno mai ottenerlo, perché sono troppo veloci e non propongono soluzioni intelligenti, perchè si basano su un semplice rapporto tra domande e risposte. Tutti i ragazzi smanettano tra computer e telefonino e lo sanno fare, ma questo non basta. Le vere conoscenze vengono dalle competenze che rappresentano una pratica quotidiana, dunque, così come ci si evolve nell'uso del pc, bisogna che lo studente si evolva nella cultura attraverso un suo pensiero razionale. Non è possibile per nessuno certificare competenze basate su conoscenze aleatorie e ristrette, perché saranno competenze molto limitate a piccolissimi settori di un campo sterminato e in continuo divenire. Gli esseri umani non hanno un cervello statico ma dinamico. Il vero insegnamento, invece, consiste nel permettere che gli alunni accedano ai meccanismi del sapere, la Cultura, dunque, non è un insieme di nozioni e nemmeno di competenze, la cultura si forma allenandosi alla creazione del “dubbio” , che imprime l’input alla ricerca di soluzioni diverse per problemi diversi. Questo percorso “faticoso” avviene durante gli anni della scuola e va oltre, per tutta la vita grazie ai metodi didattici applicati dai docenti. Nessun grande musicista può suonare un concerto se non fa milioni di esercizi con le note. Nessun campione sportivo si allena senza fatica. Certamente qualcuno ha un talento straordinario e le sue competenze sono straordinarie, ma per la maggior parte, il mondo, è abitato da esseri umani normodotati che, per diventare più bravi, hanno bisogno di studiare molto. Per fare le prove INVALSI non occorre studiare, ma in genere ci si affida alla fortuna e, per questo, sono anche diseducative. Carmela Blandini-Azione Civile Area Scuola.
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