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E pensare che i nuovi eroi della Buona Scuola, a quanto si dice, non avranno mai  una pensione!

Quello che ci vuole, oggi, per intraprendere la carriera di docente, è TANTO CORAGGIO!

Per diventare insegnanti con la delega della Legge 107 -Reclutamento docenti- : Ottenuta la laurea bisognerà sostenere esami aggiuntivi per 24 crediti in pedagogia e didattica, un'attestazione relativa al possesso di competenze informatiche e telematiche e una certificazione B2 inerente ad una lingua straniera. Dopo si potrà accedere al Concorso e coloro che vinceranno il concorso saranno chiamati a stipulare con l'Ufficio Scolastico Regionale di competenza, un contratto di formazione iniziale e tirocinio, con la possibilità di scegliere l'ambito territoriale dove iniziare la propria carriera scolastica...A questo punto per un anno intero si frequenterà un corso di specializzazione a tempo pieno che consentirà di acquisire un totale di altri 60 crediti formativi (con uno stipendio di circa 400 euro al mese per soli 10 mesi, avrete 2 mesi ferie gratis, cioè senza un euro). Alla fine del corso si sosterrà un esame che, se si supera, vi permetterà di accedere a un anno di tirocinio (sempre con 400 euro mensili), se non si supera: abbiate pazienza ma restate a casa!...

Il terzo anno (sono già passati 2 anni da quando si è superato il concorso) si potrà sperare finalmente nella supplenza annuale e, se siete ancora arzilli dopo aver tanto tirato la cinghia, ce la farete sicuramente ad ottenere lo stipendio previsto dal contratto delle supplenze,  potrete cominciare a vivere, ma senza fare “spese pazze”. Al termine di questo percorso, non ancora finito, sarete valutati da una Commissione di valutazione  presieduta da un dirigente scolastico operante nell'ambito di appartenenza.

SE riuscite a superare anche questa valutazione in modo positivo, sarete inseriti in una graduatoria regionale e finalmente potrete aspettare  LA  FAMOSA CHIAMATA DIRETTA da parte di un dirigente scolastico.

Tutto questo studio e lavoro servirà ai futuri docenti per essere preparatissimi di fronte alle Grandi Sfide della nuova Scuola italiana del terzo millennio:

1) Essere insultati o ignorati a piacimento dai ministri dell’Istruzione;

2) Tirare a campare con uno stipendio da terzo mondo;

3) Essere maltrattati dai genitori degli alunni e dagli stessi alunni;

4) Non sequestrare mai un telefono agli studenti ( vi denuncerebbero per appropriazione illecita),  ma lasciarli sfogare nelle loro libere attività espressive su face book o in altri social;

5) Non assegnare MAI compiti per casa per non disturbare gli spazi di ricreazione degli studenti e dei genitori;

6) Cercare di ottenere un misero bonus per merito nel caso si riuscisse ad avere dagli alunni la concessione di qualche minuto di attenzione per fare lezione;

7) Partecipare a dei bellissimi e sciocchi progetti da svolgere da soli mentre gli studenti giocano con lo smartphone o il tablet;

8) Mettere voti alti sulle pagelle e regalare promozioni facili come vuole il MIUR;

9) Cercare di sopravvivere ai controlli del preside, del suo staff  e anche  ai controlli assenza per malattia dell’INPS;

10) Occuparsi (può capitare) della pulizia della classe e di altre incombenze, nel caso mancasse il personale ATA necessario.

A questo punto rimane da farsi solo una domanda: quelli che arriveranno al traguardo saranno veramente felici di aver fatto BINGO, oppure  conveniva cambiare mestiere ?

 

Carmela Blandini- Azione Civile Area Scuola

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Commenti   

0 #1 clelia esposito 2017-05-06 11:35
Nel leggere l'articolo mi si è accapponata la pelle, eppure mentre leggevo ero davanti allo specchio che rifletteva la mia immagine, quella di docente, che oggi si trova a dover mediare con gli interlocutori "utenza" e con gli altri dal vertice in giù, che cominciano anch'essi a non avere rispetto del nostro ruolo e del nostro sovrumano sforzo quotidiano. Cerchiamo di essere facilitatori di un percorso di apprendimento concreto, cerchiamo di toccare le corde giuste del cuore per sollecitare la passione e l'amore per la cultura e per lo studio, pagando il prezzo altissimo di essere considerati alieni ed essere vittime non solo del bullismo degli studenti, ma anche di quello dei genitori. Per questo io credo al valore della resilienza continuando a lottare in nome di una cultura reale che innalzi gli individui ai valori più elevati e non alla mediocrità voluta che restituisce un popolo di sudditi inconsapevoli.
Grazie infinite Carmela Blandini per il Suo articolo
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