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L’irrazionalità delle nuove assunzioni nella scuola

 

I docenti siciliani neoassunti  hanno chiesto udienza a vari organi istituzionali per esporre i bisogni emergenti dalle nuove disposizioni legislative inerenti l’assegnazione delle sedi di servizio.

Purtroppo, ad oggi, pare che abbiano avuto udienza solo da  parte di qualche dirigente dell’USR e di alcune Prefetture.

Il malcontento nasce dalle precedenze date a neo immessi da concorso, che, per lo più giovanissimi, precedono nell’assegnazione della sede di servizio i precari storici, ormai ultra quarantenni, con famiglia e con alle spalle una media di 15/20 anni di servizio nella propria terra. Questi ultimi non riescono a mandare giù l’idea di dover andare via, sapendo che i loro posti verranno assegnati a persone che non avevano mai insegnato prima.

I precari storici non capiscono la “ratio”  di questa nuova legge e non vogliono sentirsi dire: “Lo sapevate”. Infatti, essi sostengono che chi ha  chiesto l’assunzione con la “buona scuola” lo ha fatto perché aveva ricevuto notizie di cancellazione dalle graduatorie in caso di mancata presentazione della domanda. Affermano, quindi, che  a questo punto, per coerenza, bisognerebbe eliminare l’attuale priorità data ai colleghi entrati di ruolo prima del 2014/2015, i quali, molti  con punteggi bassissimi o con pochissimi anni di pre-ruolo, sapevano che sarebbero dovuti rimanere per almeno tre anni sulla sede assegnata.

Questo vincolo triennale  alla sede assegnata su territorio nazionale è stata proprio la  ragione per la quale  docenti  precari con punteggi altissimi,  non potendosi allontanare dalla provincia di appartenenza, hanno  deciso di rimanere in Gae rinunciando al ruolo.

Grazie al decreto Puglisi emanato a posteriori rispetto alla L.107  e alla chiusura dei termini della presentazione della domanda di assunzione, cresce anche tra questi ultimi il malcontento, in quanto vedono attribuiti in assegnazione provvisoria i posti che pensavano toccassero a loro, compresi quelli su sostegno dati a docenti neoassunti privi del titolo di specializzazione.

E’ questo il motivo per cui sono state avviate in tutta Italia azioni di ricorso amministrativo. Secondo i neo-immessi, una via coraggiosa del Ministero sarebbe quella di accettare la sospensiva del TAR del Lazio e, quindi, l’eventuale merito di condanna e non fare appello al Consiglio di Stato. Tuttavia, sono consapevoli che questa strada non sarà mai percorsa  e che saranno, comunque, i Giudici del Lavoro a farli rientrare per motivi familiari così come sta già accadendo.

È iniziato un anno scolastico devastante per il MIUR, per gli insegnanti, per gli alunni e le loro famiglie e ancora ad oggi la scuola italiana è nel caos.

A dire dei  docenti , sarebbe stato meglio  realizzare una graduatoria unica del trasferimento per ambito territoriale provinciale che, fatte salve le priorità della 104, tenesse conto del punteggio degli anni di servizio pre-ruolo e dei titoli di studio e specializzazione acquisiti, e inserisse anche gli idonei del concorso, tenendo in considerazione quell’indegno decreto ministeriale del 23 maggio 2014, che ha aperto la possibilità dell’ immissione in ruolo non ai vincitori di concorso, ma agli idonei del concorso. Un metodo, questo, che sarebbe stato meritocratico e inappellabile.

Quale fretta c’era di indire un nuovo concorso quando ancora c’erano migliaia di colleghi nelle GAE? Insomma, è evidente che la rabbia dei docenti parte da considerazioni semplici ed elementari che andrebbero ascoltate dal Ministro e dal Governo.

Irene Litrico – Docente - Area Scuola di Azione Civile                                         

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