DIFENDERE IL DIRITTO ALLA VITA ED ALLA GIUSTIZIA

Oggi, più che mai, vogliamo ricordare le parole scritte nel nostro cuore e nel primo comma dell'articolo 36 della Carta Costituzionale: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.”

Ed è per questo che oggi, un altro uomo, un lavoratore che manifestava per affermare quel sacrosanto principio di libertà e dignità, ha perso la vita!

Ancora una volta, con la rabbia che si fatica a reprimere, siamo qui a raccontare il nostro dolore per la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf; , per cause legate al mondo del lavoro, che sta diventando sempre più un campo di battaglia.

La logica del profitto rende il lavoro sempre più precario, pericoloso, privo di diritti, calpestando, deridendo, annientando la vita delle persone in una guerra fra poveri distruttrice di dignità.

In un mondo (del lavoro), dove si camuffano i rapporti di lavoro dietro cooperative, mascherando capitali ed imprenditori, spesso senza scrupoli, morire di lavoro o per questioni ad esso legate è molto facile.

Tutti parlano di tutele ma sono soltanto vuote parole. Chi è morto oggi manifestava per chiedere la difesa del posto di lavoro. Mentre, per tutta risposta, ha pagato dando la propria vita, ancora una volta, la parte più debole e indifesa.

A tutto questo ci opponiamo chiedendo chiarezza e giustizia.

Azione Civile 

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