“La chiamano festa dell’unità ma di festoso non c’è stato proprio nulla. Una città blindata, un corteo fermo a via Umberto. Villa Bellini, cuore di Catania chiuso a tutti tranne agli accreditati dal Pd e, per finire una bella carica della polizia a freddo, senza alcun motivo, sulle prime file di un corteo che stava manifestando pacificamente”.

 

Lo dichiara Giusy Vanadia, referente siciliana di Azione Civile, il movimento fondato da Antonio Ingroia, presente alla manifestazione e testimone oculare delle cariche. “All’improvviso, mentre manifestavamo spiega Vanadia - le forze dell’ordine hanno indossato i caschi e hanno cominciato a caricare.

 

All’iniziativa avevano aderito  l’Anpi, il comitato del no alla riforma costituzionale cittadino, gli esponenti di molte forze politiche.

 

Tutta gente pacifica che esprimeva liberamente il proprio dissenso sia alle politiche di Renzi sia alla blindatura della città. Il diritto dei cittadini a manifestare, sancito dalla nostra Costituzione, quella che Renzi vuole cambiare, è stato mortificato. In cambio di una passerella del premier davanti ai pochi intimi che per ascoltarlo si sono dovuti registrare prima. Una volta si chiamava festa dell’Unità, oggi è semplicemente una sagra di paese a numero chiuso.

 

Ci consoliamo solo perché se Renzi è costretto a usare la forza contro pacifici cittadini vuol dire che il suo tempo sta finendo. La festa dell’Unità – conclude Giusy Vanadia - era un momento di confronto democratico e di dibattito. Questo è stato preventivamente impedito perché prevalesse il suo pensiero unico”.

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