Grazie Florence Debray / Floh

 

 

La pressione esercitata da 200 associazioni, comitati, movimenti e personalità della cultura e delle scienze, ha spinto le Assemblee di metà delle Regioni italiane a deliberare – in modo pressoché unanime e trasversale – richiesta di referendum per l’abrogazione di disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare e su terraferma. Azione Civile ha aderito ai comitati per il sì in tutta Italia

Nel Consiglio dei Ministri del 10 febbraio 2016, il Governo ha fissato la data per il voto referendario al prossimo 17 aprile, non accogliendo così la richiesta avanzata dalle Associazioni e dai Comitati ambientalisti, dalle Regioni e dai Parlamentari di accorpare il referendum alle prossime elezioni amministrative. In questo modo, il Governo decide di buttare via circa 360 milioni di euro di denaro pubblico.

La proposta referendaria si articola in cinque quesiti aventi ad oggetto alcune disposizioni del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Sblocca Italia), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (sulle semplificazioni) e della legge 23 agosto 2004, n. 239 (riordino del settore energetico).

 

Info: http://www.notriv.com/2015/10/17/verso-il-referendum-focus-sintetico-sui-quesiti-referendari-no-triv/

Adesioni: http://www.notriv.com/adesioni/

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