Fermiamo la corruzione, sosteniamo la proposta di legge "La Torre bis"

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Finalmente si é conclusa domenica 11 a Catania l´impropriamente denominata “Festa nazionale dell´Unitá”.
La 15 giorni piddina ha registrato presenze assolutamente modeste tra il pubblico, con grande passerella di dirigenza del partito. 
Dibattiti deserti, sedie vuote. I grandi preparativi, mobilitazione di maestranze per adeguare la villa Bellini alle loro esigenze, non hanno dato i risultati sperati. Ci chiediamo quanto sia costato alla cittadinanza questo apparato.
 
La cittá ha vissuto due settimane da dimenticare. Espropriata del suo giardino pubblico dal partito al governo che si definisce “democratico”, militarizzata,  un autentico fiasco di partecipazione, oltre che politico.
L´amministrazione locale ha dato prova della sua inadeguatezza a gestire questa macchina organizzativa. Gli ultimi giorni ne abbiamo avuto ulteriore conferma con il diniego al Comitato per il NO catanese ad allestire un banchetto nei pressi della grande Kermesse. Ragioni di ordine pubblico, ci hanno risposto. Segnale del livello di militarizzazione che giá stavano preparando.
 
Finalmente, arriva domenica 11. Massima mobilitazione per l´arrivo del premier. La circonvallazione piena di polizia presidia l´ accesso alla cittá. Il centro deserto, traffico bloccato. Poi c´è la zona rossa che ha l´aspetto di una cittá in guerra. Blindati a  non finire, ogni sorta di militari, guardia di finanza, polizia, carabinieri….Ma dove siamo nel Cile di Pinochet ?
 
Il Comitato per il “NO”, insieme all´Anpi, si piazza di fronte all´ingresso della Villa con un grande striscione e gli attivisti volantiniamo.  Siamo tutti lí a contestare, pacificamente,  la “contro”riforma costituzionale, il jobs act, la “Pessima Scuola” L.107/2015, il piano casa, la macelleria sociale, la precarietá, il liberismo sfrenato, il massacro ambientale, le basi militari….
 
Ecco che il Corteo, ampiamente annunciato, inizia a percorrere la via Umberto. Man mano che avanza, i blindati si avvicinano numerosi, i militari ci fanno allontanare impedendoci di raggiungerlo. A partire da lí è stata una gran confusione, lacrimogeni, una bomba carta e tantissima paura. Chi ha attaccato per primo ? Ora dicono che ci fossero degli infiltrati, qualcuno che ha voluto rovinare la festa. Bilancio finale: rissa, manganellate, due ragazzi fermati e rilasciati in serata, tutto qui.  Ben poca cosa alla fine, visto che nel corteo c´erano oltre  mille manifestanti,  bandiere di partiti, movimenti, associazioni, centri sociali che urlavano slogan contro Renzi, in forma assolutamente legittima. 
 
Se pur il finale sia stato turbato dai tafferugli, nulla toglie al fatto che centinaia di persone hanno espresso il loro disagio per un presente incerto ed un futuro ancor di piú. Ora, restano negli occhi le immagini delle proteste di Napoli, Catania, Pisa, Bologna, Taranto, Firenze e tanta tanta preoccupazione per il domani e ci chiediamo, ma era proprio necessaria questa prova di forza ? 
 
In conclusione, al premier diciamo: “Renzi, non ci fermerai, continueremo a batterci, pacificamente, per i nostri diritti contenuti nella Carta del 1948, quella Carta  che difende e protegge tutti, senza distinzione di credo politico, religioso, orientamento sessuale, censo, razza….che per questo ti fa tanta paura !”
 
 
Azione Civile - Sicilia
Giusy Clarke Vanadia
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