Articolo pubblicato su Il fatto quotidiano

"Ecco perché mi indagano e quel che sparano i giornaloni"
ANTONIO INGROIA

Verità, omissioni, falsità e vecchi rancori. Facciamo chiarezza. Si sono dette e scritte molte cose su di me in questi giorni, da quando si è diffusa la notizia dell`indagine della procura di Palermo a mio carico a proposito dei rimborsi spese e delle indennità ricevuti come amministratore unico di Sicilia e-Servizi.
 
Per quanto riguarda i rimborsi spese, ribadisco che le cifre pubblicate da alcuni organi di informazione non corrispondono al vero. In particolare, ognuna delle fatture riportate si riferisce al pagamento di soggiorni protrattisi per più giorni, nonché di più pasti consumati durante questi soggiorni, in occasione di pranzi o cene aziendali e/o di rappresentanza. Si tratta, dunque, sempre di spese legate esclusivamente ad esigenze di servizio.
 
Aggiungo che sono stato io stesso, per ragioni di trasparenza, a introdurre un regolamento aziendale ad hoc, con limiti precisi circa i rimborsi spese per trasferte e missioni e con l’espresso obbligo di restituire le somme eccedenti tali limiti.

 

Obbligo al quale mi sono attenuto anche io, con le pertinenti restituzioni che ho fatto quando dovute. Questione indennità: è falso e diffamatorio sostenere, come ha fatto La Repubblica, che io mi sarei "regalato" per due volte "una maxi-indennità di risultato"  da 17mila euro.
 
Non mi sono regalato alcunché: quelle indennità (tutt`altro che maxi, perché lorde, e quindi detratte Iva e tasse, vanno considerate in misura ben inferiore alla metà del totale) mi spettavano per legge e mi sono state riconosciute dall`assemblea dei soci, in applicazione della legge, per i risultati da me conseguiti rispetto agli obiettivi di risanare la società per portarla in attivo e tagliarne i costi.

Quindi, nello specifico, per i risparmi che la mia gestione ha fatto conseguire alla Regione Siciliana, pari a 16 milioni di euro nel 2014 e a 18 milioni di euro nel 2015. Riguardo infine alla normativa che disciplina l`indennità di risultato, è falso che i pm mi abbiano contestato la violazione di una nuova disciplina introdotta nel 2008.

È vero invece che hanno articolato l`accusa sulla base di una legge risalente al 2006, abrogata e sostituita nel 2008 da una nuova normativa che legittima a pieno titolo il riconoscimento dell`indennità attribuitemi. Detto tutto questo, non posso non denunciare la campagna diffamatoria avviata contro di me da tanta stampa e da Repubblica in particolare, il più renziano dei quotidiani, che anche oggi non mi ha lesinato la sua dose quotidiana di fango.

È lo stesso giornale, vale la pena ricordarlo, che ci ha messo mesi per accorgersi dell`inchiesta Consip, una vicenda con cifre ben diverse da quelle contestate a me, denunciata dal Fatto Quotidiano prima di Natale.

E perciò non ho problemi a rispondere su una sciocchezza come quella sull`"hotel vista mare", che - secondo Repubblica - io non dovrei mai preferire all`affitto di un appartamento, che costerebbe assai meno.

Ma non è così. Basta fare un po’ di conti: tolte le spese per pranzi e cene istituzionali e di rappresentanza, e spese personali da me a suo tempo restituite, restano circa 20.000 (e non 30.000) euro per due anni di vitto e alloggio , non tutti nell`"hotel vista mare" ma in diversi hotel cittadini della stessa categoria (non di lusso, ma di quattro o cinque stelle), categoria che mi spetta oggi da manager come mi spettava ieri da pm, quando andavo spesso in trasferta a Milano o a Roma, così come tutti gli altri pm, spendendo allora ovviamente di più perché a Palermo gli hotel costano meno. Un buon appartamento ammobiliato a Palermo costa circa mille euro al mese, e quindi avrei speso, solo per l`alloggio, ben più di quanto spendo oggi mettendo insieme hotel e spese per il vitto.

Questo, tanto per fare un ridicolo "conto della serva".

Quindi, di che stiamo parlando? La verità è che c`è una gran voglia di sporcare, "mascariare" si dice in Sicilia, tutto e tutti per autoassolversi. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Ed invece no!

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