Dimitri Buffa (Dal Tempo in edicola oggi 02/02/2017)

Ingroia: «Non credo alle copie dei nastri distrutti della Trattativa, però...» - Intervista rilasciata al Tempo

«Sembra il quadro indiziario di una persona che abbia a cuore più gli affari, magari di Stato, che lo Stato stesso. Sempre se tutte le anticipazioni giornalistiche troveranno conferma». Antonio Ingroia, avvocato, passato per la politica senza particolare successo ma prima ancora pm del processo Trattativa, commenta così con Il Tempo le intercettazioni di conversazioni che scottano in cui Napolitano è uno degli interlocutori. Le ha ordinate la procura di Bergamo sull`utenza del banchiere Giovanni Bazoli, indagato per riciclaggio e altri reati. Bazoli parla con l`ex capo dello Stato due mesi dopo le sue dimissioni. Bazoli si preoccupa di "Ubi banca", di Cairo editore e di altre faccende che premono al banchiere. E ne fa partecipe Napolitano. Ma qui Ingroia ricorda anche le bobi- ne distrutte per volere della Consulta delle telefonate con Nicola Mancino che non poterono essere acquisite nel processo in corso a Palermo. E dice: «Un uomo molto attento agli affari più che allo Stato...».

Avvocato Ingroia è arrivato il momento di rendere noto cosa ci fosse dentro le intercettazioni tra Napolitano e Mancino? Quelle fatte distruggere dalla Corte Costituzionale...

«Nel merito non scherziamo. Non verrà fuori da nessuna fonte giudiziaria o ex tale una cosa del genere. Nel tono...».

Cioè?

«Senza entrare nel dettaglio. Un uomo che sembra avere più il senso degli affari che quello delle istituzioni». Un po` troppo forte come affermazione, esagerata. «Non voglio mancare di rispettoa nessuno, ci mancherebbe e non voglio fare analogie. Diciamo che in quella indagine a mio avviso si evidenziava un senso delle istituzioni debole, o meglio una personale interpretazione delle istituzioni da parte dell`ex capo dello Stato».

Sta dicendo che era più attento alla ragion di stato che allo stato vero e proprio? Un azzardo...

«Ecco diciamo così, gli affari di stato».

Avvocato Ingroia, le intercettazioni sono state distrutte per sempre. Come fu nel cinema per il "Caligola" di Tinto Brass. Ciò però all`epoca non impedì la circolazione di copie bootleg vendute al pubblico per integrali. Accadrà così anche per le bobine?

«A parte il paragone un po` ardito, direi che oggi da una fonte giudiziaria che abbia agito in maniera infedele una simile fuori uscita non avverrà. Però...».

Però? Ci sono sempre le tecnologie che permettono le fughe dei dati? Stava pensando a questo?

«Diciamo che le intercettazioni, come è noto, passano per certi canali, istituzionali e non istituzionali. Nulla si può escludere».

Qualcuno che si sia fatto una copia con accessi abusivi?

«Non ci credo. Io penso che se così fosse stato quel qualcuno avrebbe agito prima, quando Napolitano era ancora presidente della repubblica. Comunque non viviamo nel migliore dei mondi possibili, ne abbiamo viste di tutti i colori».

Questa cosa per lei provocherà forti ripercussioni politiche?

«In un paese normale sì, ma l`Italia da tempo non è più un paese normale. Ci ha rinunciato, a quanto sembra».

 

 

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