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Il cancro della corruzione, contro il quale Azione Civile si batte da anni, devasta anche la sanità: sperimentazione illegale di farmaci a danno di ignari pazienti e dei loro familiari.

Lo scandalo Pasimafi parte da Parma e vede coinvolte 7 regioni, sono stati effettuati 19 arresti tra medici e imprenditori del settore farmaceutico, 75 indagati, 2 società di comodo sequestrate e circa 470mila euro proventi di reato di corruzione; sequestrati uno yacht e beni di lusso regalati dalle Case farmaceutiche ai medici compiacenti.

A Parma e provincia sono stati raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare e sono agli arresti domiciliari Guido Fanelli, 62enne, direttore della Seconda Anestesia dellOspedale Maggiore di Parma e docente universitario, considerato un luminare delle cure palliative; Massimo Allegri, 43enne dirigente della Seconda Anestesia; Ugo Grondelli, 71 anni, residente a Montecarlo e domiciliato a San Michele Tiorre di Felino; Marcello Grondelli, 45enne, amministratore delegato dell'azienda Spindial Spa di Lemignano di Collecchio; Giuseppe Vannucci, 66enne di Montechiarugolo, agente di commercio e amministratore della società Appmed srl.

I reati contestati sono quelli di "associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, attraverso la commissione altresì dei reati di abuso d'ufficio, peculato, truffa aggravata e trasferimento fraudolento di valori".

Ciò che avrebbero messo in atto questi personaggi, secondo laccusa, sarebbe  una vera e propria rete di associazione a delinquere: quanto sta emergendo giorno dopo giorno dallinchiesta della Procura di Parma è molto preoccupante e nessuno può permettersi il lusso di voltarsi dallaltra parte.

Non possiamo lasciare che se la cavino, istituzioni, politici e dirigenti, responsabili della salute pubblica, con articolate e brillanti riflessioni infarcite di rassicurazioni e promesse; non è certo incoraggiante, per malati e familiari che ogni giorno già devono fare i conti con la paura, con il disagio della malattia e del dolore, ritrovarsi con la fiducia che in questi casi purtroppo subisce brutti colpi.

 

Il cittadino comune ha paura, non si sente tutelato, teme di essere carne da macello, cavia da svendere al miglior offerente nel nome del dio denaro e di suo fratello potere; si prova una indignazione profonda, intima e dolorosa, e ci si sente colpiti lì, proprio dove si è più fragili, più vulnerabili, colpiti e affondati nel nostro diritto alla salute, e quindi nel nostro diritto alla vita.

 

È normale essere in uno stato di disagio psicologico, turbati, e confusi a parlarne? Be', forse sì, perché al solo pensiero che tutto ciò possa essere vero, ci fanno venire il vomito questi signori del nulla, delinquenti a tutti gli effetti sulla pelle di cittadini ignari.

 

Lo schifo e lo sdegno lasciano attoniti, ma la cosa più sbagliata sarebbe non parlarne; soprattutto in Italia il silenzio che spesso cala quando si tratta di scandali, malaffare, corruzione, mafia, è davvero imbarazzante ed assordante.

Ai cittadini tutti, ai pazienti e alle loro famiglie, a tutti gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano onestamente, con grande impegno e professionalità e che sono la grande maggioranza di coloro che operano in sanità, va assicurata una profonda e tempestiva opera di reale giustizia.

 

Il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Parma Loris Borghi si è dimesso; Voglio fare il blitz con Allegri, se riusciamo è una grande manovra»: dopo le dimissioni, spuntano intercettazioni scottanti tra il Rettore Borghi e Fanelli.

Loris Borghi è indagato per abuso d'ufficio in due contesti, in quanto, secondo l'accusa, avrebbe pilotato il concorso per far entrare in Ateneo Massimo Allegri, braccio destro di Guido Fanelli, e favorito la carriera della sua compagna Tiziana Meschi.

 

Le intercettazioni che hanno portato ai recenti arresti sono iniziate nel 2015 e vedrebbero coinvolta lintera famiglia di Fanelli, non solo consapevole degli illeciti, ma anche coinvolta in essi, come il figlio Andrea, medico dellunità di Anestesiologia e Terapia del dolore del SantOrsola di Bologna.

 

Sono fin troppo chiare e al tempo stesso sconvolgenti alcune delle intercettazioni di Guido Fanelli: Dimostrare che con le tre fiale è meglio che con 5 di Voltaren non lo so come faremo però bisogna inventarsela, e ancora Non è che faccio il boss, sono io e basta, comando io, ho creato un sistema. Io prendo i soldi dalluno e dallaltro, in maniera uguale e paritaria, sono bravo a tenere il piede in quattro o cinque scarpe.

Indubbiamente riporta allidea di un mostro, un millepiedi ripugnante.

Fanelli parlava anche dell'assessore regionale alla salute Sergio Venturi nelle intercettazioni, sostenendo che poteva «arrivare» facilmente a lui. «Millanterie», sostiene l'assessore.

E dice ancora Fanelli, riguardo il Centro Terapia del Dolore di Parma da lui diretto: Ho il centro hub del dolore più grosso dItalia, con 19.000 interventi allanno. Ho la forza di spostare milioni di euro perché con la forza scientifica tutti danno credito a ciò che scriviamo.

Chiara pare essere la pratica di manipolazione di ricerche scientifiche e pubblicazioni mediche a favore di questo o quel farmaco in accordo con le case farmaceutiche.

Suo degno compare Giuseppe Vannucci, lAD di Appmed srl, una delle società coinvolte, che afferma: Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno.

 

Si rimane veramente, di fronte a questa depravazione umana, sbigottiti: non si sa cosa dire, non si sa come difendersi: in attesa negli ambulatori a Parma ci si guarda intorno tra pazienti e lamarezza abbozza un rassegnato e pericolosissimo è sempre stato così e sarà sempre così”, si scomodano le torture e i lavori forzati, si auspicano la galera a vita e le chiavi delle celle buttate dalla finestra. Si invoca la giustizia divina, noi pretendiamo per il momento la Giustizia umana.

In qualsiasi modo la si voglia descrivere o spiegare, questa triste storia, di sicuro non rende l'idea delle emozioni che provano coloro che sono toccati da vicino dalle gesta di questi uomini di merda, coloro insomma che gli odori nauseabondi li sentono per davvero sotto il loro naso.

Tutta questa faccenda, ancora in divenire e tutta comunque da dimostrare in sede giudiziaria appare veramente inaccettabile, ma purtroppo non sorprende; in una sanità pubblica smantellata volutamente e trasformata in azienda con lobiettivo primario di ricavare profitti, si aprono varchi enormi e grandi possibilità per personaggi ed imprenditori disonesti di lucrare sulla salute dei cittadini e sui loro bisogni assistenziali.

 

Come già ampiamente denunciato da Azione Civile, la salute è stata trasformata in privilegio, in business, in profitto, in grandi interessi economici sui quali anche la criminalità organizzata ha allungato i tentacoli.

E davvero indispensabile, lo ribadiamo ancora una volta, che lo Stato torni ad essere Garante del diritto della Salute, difendendo e rafforzando il sistema sanitario pubblico, invertendo la politica dei tagli, migliorando la spesa e controllando rigorosamente concorsi, nomine, appalti e accreditamenti.

Lo Stato deve tagliare le mele marce e tornare ad investire sul Servizio Sanitario Nazionale, riconoscendone il suo inestimabile valore, affinché torni ad essere strumento di difesa di un diritto fondamentale e irrinunciabile di ogni individuo.

 

 

Azione Civile, unitamente al suo Presidente Antonio Ingroia e a tutti gli aderenti,  rivolge un accorato appello al Prefetto di Parma, allUniversità di Parma ed a tutte le istituzioni preposte, affinché vigilino attentamente e costantemente a difesa della salute dei cittadini, certi che a fronte dell'indagine Pasimafi e degli arresti scaturiti, la vicenda verrà trattata con il massimo e dovuto rigore. 

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