La cronaca recente della nostra Regione ci racconta di due maxi sequestri a soggetti criminali, di un altro sequestro a San Salvo nell’ambito di un’operazione inter-regionale contro lo spaccio internazionale di droga e gli inquietanti sviluppi dell’omicidio di Alessandro Neri. E nel mezzo, processi in corso di celebrazione o da celebrare e tanti arresti per spaccio di droga, usura o altri reati gravi. Spesso commessi dagli stessi soggetti criminali, o tra loro contigui. In Abruzzo e fuori, basti pensare alle relazioni con noti clan della Capitale e dintorni. Almeno dagli Anni Ottanta ad oggi, gruppi criminali mafiosi, camorristi e ndranghetisti hanno preso piede. Ad inizi anni Novanta, insieme a decine e decine di altri fatti criminosi, ci sono stati almeno 3 omicidi di stampo mafioso (tra cui due boss). Ad inizio 1994 fu corposa la relazione parlamentare sulle presenze mafiose in Abruzzo. A fine Anni Novanta, dopo che già diverse inchieste avevano coinvolto soprattutto le aree interne della nostra Regione, un’intera relazione parlamentare raccontava la terra dei fuochi abruzzesi. Le mafie, i Casalesi ed altri clan di camorra, nella nostra Regione hanno sversato e trafficato rifiuti. Negli ultimi vent’anni tantissime sono le inchieste che hanno documentato sodalizi criminali. A vario titolo e rotazione coinvolti imprenditori, organizzazioni criminali e anche pezzi delle istituzioni. Il compianto Guido Conti a fine Anni Novanta scoprì la discarica abusiva di Scurcola Marsicana, una vera e propria bomba ecologica. Così come l’ex fornace di Tollo, dove rifiuti speciali di ogni tipo furono sversati per anni proveniente da industrie del Nord. Rifiuti che hanno continuato ad inquinare fino a non molti anni fa. L’isola felice non esiste, è solo una cartolina buona per un po’ di pubblicità. Ma non è reale. In Abruzzo le mafie spacciano, sfruttano la prostituzione e lavoratori in nero, sono attive nell’usura e nelle estorsioni, corrompono, avvelenano. Veleni che colpiscono tutti noi, che sono causa di gravissime malattie e di morti. Eppure la politica quasi sempre guarda altrove. L’approdo in Abruzzo di droga frutto di spaccio internazionale è finito in prima serata televisiva nazionale, ma non nell’attività elettorale della “nostra” politica. La stessa politica che chiude ospedali e non garantisce cure adeguate, o lascia solo le briciole per i disabili gravi, davanti alle mafie (eco e non solo) fa finta di niente, minimizza. Nelle scorse settimane un annunciato nuovo dirigente sportivo ha dichiarato di rispettare la camorra, che è una scelta di vita anche quella. Il silenzio che nella nostra Regione ha avvolto questa vicenda è lo stesso che vediamo da sempre su tutto quello che riguarda mafie, camorre, ‘ndrangheta e altre organizzazioni criminali. Negli ultimi 15 anni si contano sulle dita di una mano gli interventi della politica sulle presenze criminali in questa Regione: dopo le interrogazioni parlamentari nella legislatura 2006-2008, solo negli ultimi mesi abbiamo avuto (finalmente!) un intervento sulle case Ater,finite nel mirino del racket e di occupanti abusivi con pesanti precedenti penali, e una segnalazione alla commissione parlamentare antimafia (che, come già specificato, da decenni si occupa già di Abruzzo), dopo la trasmissione in prima serata televisiva nazionale di un documentario d’inchiesta dove viene citata Vasto come luogo di arrivo di droga dall’Albania. Per il resto silenzio, totale silenzio da parte di tutti. Di vecchia e nuova politica. Azione Civile Abruzzo
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