Termina con una vittoria una delle tante battaglie per ripristinare i valori della vita all'interno della nostra società, dopo otto anni oggi, abbiamo la certezza di vedere dietro le sbarre gli assassini dei lavoratori della Thyssen

 

Era appena passata l’una di notte, quando sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino, sette operai vengono travolti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco, nel dopo scopriremo che in questa “fornace” gli estintori erano scarichi, gli idranti non funzionavano o funzionavano male ma soprattutto che alcuni degli operai lavoravano da dodici ore.

 

Quanto appena detto, e scritto nella condanna, dimostra che in quella fabbrica la proprietà ed i suoi dirigenti, giustamente condannati, barattavano i propri interessi personali con la sicurezza sul posto di lavoro.

 

Finalmente la verità è emersa in tutta la sua dura realtà, dando giustizia ai morti della Thyssen, purtroppo questa sentenza restituisce dignità e onore, ma non la vita, a chi non c'è più, almeno adesso il mondo sa che hanno ragione i familiari delle vittime e quanti con loro hanno combattuto in questi anni per il ripristino della verità.

 

Grazie ad otto immortali il lavoro ha davanti a se una nuova frontiera sulla sicurezza, oggi finalmente sappiamo che di lavoro si muore quando quest’ultimo non viene rispettato ma usato solo come macchina produttiva.

 

E’ in nome di questi  e dei tanti morti sul lavoro che dobbiamo piangere ogni anno che ci batteremo perché in questo campo dignità e  sicurezza non lascino il spazio alle ottiche capitalistiche dei pochi.

 

Movimento Azione Civile

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