In premessa se posso esprimere un opinione sulla nostra assemblea di oggi, mi pare di percepire che sussiste un clima tra noi che non tiene conto di un fatto importantissimo che è accaduto e che forse ancora, reduci come siamo da anni e anni di sconfitte elettorali e politiche, non abbiamo ancora ben elaborato abbastanza. Non vorrei essere irriverente verso questa dotta adunanza, tuttavia mi occorre precisare e avvertire che abbiamo vinto il referendum! E pertanto su questo punto voglio salutare con affetto e graditudine il bellissimo intervento della Compagna Lidia Menapace.
 
E' pur vero che invece si possa anche continuare a pensare che non è stata una vittoria piena dei nostri comitati, ma io non la penso così. Può essere anche vero che lo sberleffo, il motteggio che per mesi l'ex Presidente del Consiglio ha spalmato su tutti noi, nelle sue mediatiche uscite contro gufi, professori fin ultimo il marchio dell'accozzaglia contro tutti coloro che intendevano frenare le SUE riforme, ci abbia un po‘ offeso. Può anche essere che siccome si ritene che la vittoria referendaria non è stata conquistata tutta nel merito della riforma, ma in larga parte anche sull'avversione popolare verso "l'uomo solo al comando" non ci sentiamo pienamente soddisfatti; ma semmai accadesse sbaglieremmo a definire questa vittoria come se fosse dovuta solo ad un incidente di percorso del governo e della variopinta (quella si) maggioranza che lo sostiene. Ma è anche possibile però che non siamo più attrezzati, avvezzi e a vivere o a gestire le vittorie democratiche e qundi ci vuole solo un po‘ di pazienza a metabolizzare.
 
Tuttavia che ci piaccia o no, lo vorrei dire con orgoglio, questa assemblea è un'assemblea di gente che ha vinto politicamente: sia sul piano del merito che su quello del dissenso al governo. Il Comitato per il No quello che è rappresentato in questa assemblea ci rappresenta è il vincitore morale della campagna referendaria, è quello che meglio di qualunque altro attore ha interpretato nella forma e nella sostanza il sentimento popolare e quindi iniziamo con il tenere in alto i nostri cuori. E in questo contesto di vittoria fa anche impressione e mi stupisce una certa divisione che serpeggia tra noi e che più volte è stata evocata dal tavolo di presidenza e che rischia a mio avviso di rallentare il nostro agire, quando invece avverto la necessità di dover accellerare. 
 
Ingenuamente mi domando il perchè della divisione tra partiti e territori, insomma è come se una bella faccia volesse tenere lontane da sè le gambe perchè sono storte. Se mi permettete di dirlo questa divisione che serpeggia in sala se non è una piccola vittora di Renzi rappresenta almeno la sua vendetta. Quindi ben venga la proposta del professor Montanari di stabilire intanto che il Comitato non si trasformi in un partito. Ma direi che qualcosa di quello che viene detto qua deve convogliare in una sintesi politica e quindi delinearsi in prassi. 
 
Non essere riuscito a intervenire in sala perché gli interventi erano troppo numerosi per me è stato un bene, rappresenta il privilegio di chi è bene che ascolti quello che di importante qui si sta dicendo.
 
E' il privilegio che spetta a chi può fare le citazioni e come ha già detto bene nel suo intervento la Compagna di Azione Civile Serena Cernecca è bene ricordare che non è affatto complicato attuare i principi della  Costituzione che può essere resa effettiva senza dover ricorrere a ulteriori orpelli legislativi che invece a volte ne appesantiscono solo la realizzazione, occorre mobilitarci per raggiungere questo obbiettivo. E su questo punto intanto mi preme sottolineare l'invito a sottoscrivere massicciamente il documento che lancia l'iniziativa sugli Stati Generali per l'Attuazione della Costituzine proposto da Antonio Ingroia e dal professor Lucarelli.
 
Per quanto riguarda l'assetto organizzativo anche per superare questa fase di amalgama, l'intervento del rappresentante dei Comitati Siciliani a mio avviso delinea un abbozzo di struttura politica abbastanza convincente; ma la fretta all'agire a questa assemblea che concretamente possa invertire i rapporti di forza democratici nel nostro paese, non viene imposta da quelli che potremmo definire come i fanatici dell'appartenenza a un determinato partito, ma ci giunge dal belllissimo, ma disperato intervento della rappresentante del Comitato degli Studenti, la Compagna Martina che abbiamo accolto tra noi con entusiasmo come fosse un fresco germoglio innestato sul ramo di una vecchia pianta. Ora sta a questa assemblea, a questo inellettuale collettivo organico al sentimento popolare più profondo sta a stabilire se a primavera questa pianta possa essere in grado di  fiorire e  produrre frutto.      
                         
Infine due parole sulle difficoltà del mio territorio. Io vivo e svolgo le mie attività a Cerveteri, in provincia di Roma e anche in una realtà così assai de-politicizzata l'affluenza alle urne e il voto per il No al referendum ha destato grande attenzione. Come facenti parte del Comitato Nazionale, anche in collaborazione con l'Amministrazione Comunale siamo riusciti a realizzare due iniziative di sostegno oltre la normale attività di propaganda. Per quanto attiene il futuro, approfittando anche della prossima campagna elettorale per le Comunali intendiamo continuare la nostra opera di sensibilizzazione politica sui temi di cui abbiamo discusso oggi.
 
L'attacco insito nella riforma costituzionale sconfitta al territorio è stata sventata, ma avverto che tra le altre priorità di attuazione della Costituzione è necessario anche restituire forza alle necessità collettive su quelle del capitale fondiario privato. Chi si occupa come me di territorio dal basso sa di cosa sto parlando, tanto per semplificare faccio rilevare come sia difficilissimo per un ente pubblico oggi poter costruire una nuova scuola, poiché stante una legislazione corrente l'unica programmazione possibile è quella del ricorso sistematico a piani urbanistici perequativi e di conseguenza all'edilizia pubblica contrattata.     
 
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