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L’assemblea nazionale di Azione Civile

Ascoltata la relazione del presidente

Ascoltato il dibattito degli aderenti

Ritiene che

La gravissima situazione, nazionale e internazionale, sia frutto di un processo di irreversibile crisi del modello capitalistico e neoliberista che va contrastato a tutti i livelli per costruire un modello di società e di sviluppo ad esso antitetico e alternativo.

Il PD di Matteo Renzi, in Italia, è ormai il “gendarme” in Italia di questo nuovo “ordine” imposto e deve quindi essere considerato come il nostro principale avversario politico, un nemico sociale, “nemico di classe”, perché rappresenta oggi gli interessi di quella classe dirigente largamente criminale che ha individuato proprio nel partito democratico di Renzi il punto di stabilità, punto cardine del sistema.

Ritiene inoltre che

Il Movimento Cinque Stelle va considerato invece un concorrente politico. Almeno fino a quando, pur portando avanti alcune battaglie del tutto condivisibili, respingerà tutto quel che è altro da sé, dentro una chiusa logica di appartenenza ed autoreferenzialità, che è esattamente agli antipodi della nostra concezione della politica.

Considera che

I processi sociali in atto nel Paese, l’arretramento sul terreno dei diritti sociali e civili, la distruzione dello stato di diritto democratico, devono essere contrastati con l’impegno per la costruzione di un Fronte popolare, democratico e partecipato dal basso che costituisca un polo alternativo a questo PD per candidarsi a governare un processo di radicale cambiamento del Paese.

Non vi è perciò alcuna condizione per alcun tipo di alleanza strategica od elettorale, ad alcun livello, con il Partito Democratico o con chi non mantiene analoga coerenza in ordine all’incompatibilità e alternatività rispetto al PD.

Considera inoltre

Che Azione Civile si debba impegnare a essere di impulso alla costruzione di questo fronte dal basso, attraverso processi sociali, inclusivi e di interscambio con associazioni, movimenti, lavoratori, studenti, pensionati, cittadini (anche se iscritti a partiti, ma in quanto cittadini e non in quanto iscritti ad un partito).

Pur considerando concluse, in quanto fallite, le esperienze fin qui tentate di costruire nuove aggregazioni di sinistra (Rivoluzione Civile, Altra Europa con Tsipras), perché non precedute da un netto taglio rispetto alle sopravvissute esperienze partitiche che ne hanno continuato a costituirne componenti essenziali, ribadisce la propria intenzione di mantenere aperto il confronto con ogni realtà organizzata, anche partitica, al fine di concordare iniziative comuni e sperimentare modalità di costruire un progetto condiviso e partecipato dal basso che noi chiamiamo Rivoluzione Democratica.

Restiamo convinti inoltre che al nostro movimento serva una precisa e ferma identità che favorisca un percorso orizzontale, democratico, innovativo nelle metodologie, inclusivo sulla base di chiari valori fondanti, capace di catalizzare  processi sociali già in atto, facilitare intersezioni e confluenze tra movimenti, associazioni, comitati e lotte oggi frammentate, far crescere consapevolezza politica e convergenza su temi comuni di prioritaria importanza.
Il lavoro di interconnessione e di promozione di alcune lotte contiene in sé  una profonda valenza politica: si tratta infatti di far emergere lotte importanti ed emblematiche attraverso la partecipazione di chi è fuori dalla ristretta cerchia del ceto politico che spesso tende più al presidio di posizioni che al perseguimento degli obiettivi sociali.
Tutto questo prelude alla creazione di una rete capace col tempo di diventare un ampio fronte popolare, un movimento di “auto-rappresentanza del sociale” in grado di superare la frattura tradizionale tra una base elettrice  e un ceto politico che la rappresenta.

Questo non significa però abbandonare l’obiettivo elettorale ma averlo come punto d’arrivo e non di partenza.

Ciò premesso l’Assemblea nazionale di Azione Civile si impegna

Ad adoperarsi affinché gli strumenti di democrazia diretta possano arginare le controriforme del governo e della maggioranza parlamentare. Quindi si impegna a lavorare con i soggetti che si stanno organizzando per impedire la controriforma della Costituzione e affinché siano modificate la pessima riforma della scuola del governo Renzi, il jobs act, lo sbloccaitalia (che contiene al suo interno la norma sulle trivellazioni che ben 10 consigli regionali hanno chiesto di abrogare con un referendum),la legge elettorale, entrando a far parte organicamente dei comitati referendari.

A dare avvio alla costituzione del comitato promotore per la estensione della Legge La Torre anche al sequestro e confisca dei beni dei politici corrotti, invitando a farne parte personalità della società civile e cittadini, anche parlamentari, che siano disponibili a farsi portavoce in Parlamento delle proposte elaborate in seno al Comitato e dopo avere avviato la raccolta delle firme dei cittadini;

Si impegna inoltre

A partecipare a tutti i processi inclusivi di associazioni e movimenti, che abbiano come obiettivo la formazione di un fronte comune antiliberista contro le politiche del governo italiano e dell’Unione europea tese allo smantellamento dei diritti sociali e civili.

A partecipare, senza obbligo di adesione formale, a livello territoriale e nazionale, a tutti i tavoli di lavoro e a tutti i progetti con cui si possano riscontrare, a livello programmatico e strategico, fronti comuni alternativi al Pd e alle forze di destra, da costruire attraverso percorsi partecipati dal basso, aperti e non autoreferenziali.

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