Fermiamo la corruzione, sosteniamo la proposta di legge "La Torre bis"

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Unioni civili o compromesso storico sulla pelle degli omosessuali?

E’ questa la domanda che sorge spontanea e più sembra plausibile alla vigilia dell’approvazione in Senato del ddl Cirinnà mutilato e stravolto.

Un atto frutto di un accordo governativo.

Se il Partito Democratico di Matteo Renzi e di Monica Cirinnà voleva lasciare il segno e puntare alla svolta storica facendo approvare una seria legge sulle unioni civili ha fallito. Vero è che in Senato il PD non ha la maggioranza assoluta e deve chiedere soccorso di altri partiti vero è però anche che La legge Cirinnà, non parlava di matrimonio egualitario ma solo di unioni civili, che non menzionava le adozioni piene ma soltanto di adozione del figlio naturale del proprio compagno importanti affermazioni ma il minimo di uno Stato Civile.

Inspiegabile ed ingiustificabile il tradimento del Movimento Cinque Stelle, che dall’appoggio incondizionato alla legge senza se e senza ma improvvisamente decide di non votare l’emendamento Marcucci che di fatto avrebbe annullato la discussione di più di mille emendamenti strumentali, presentati da Lega e Ncd e cattodem solo a scopo ostruzionistico e non sul merito. Il M5S si è prestato al gioco di chi voleva il fallimento, una manovra degna della peggior vecchia politica. La legge ora stravolta diventa nuovo strumento per compattare ed allargare una maggioranza che ci ritroveremo anche in altre scadenze a breve.

Azione Civile si limita ai fatti e non vede riconosciuta l’uguaglianza sancita dalla Costituzione.

Una diversità difficile da superare se non ancora attraverso ricorsi presso i tribunali e che non sarà neppure sufficiente per evitare condanne internazionali all’Italia.

I bambini già esistenti di coppie omogenitoriali continueranno a essere discriminati.

Tutto questo dimostra che quello che è altro non è che un compromesso al ribasso sancisce la subalternità dei diritti ai giochi più biechi della politica e del potere.

Azione Civile sarà a fianco della comunità LGBT alla manifestazione del 5 marzo prossimo nella richiesta di una legge coerente e chiara che riconosca i diritti senza compromessi.

Non possiamo tollerare che i i diritti legittimi e sacrosanti di chi soffre le situazioni siano assoggettasti ai giochi di potere del PD e del M5S e neppure alle pesantissime ingerenze del Papa che nella più completa ipocrisia dice di non voler entrare nelle decisioni dello Stato Italiano ed incontrando a Cuba il primate ortodosso la prima cosa che dice è che la famiglia è fatta di uomo e donna. Azione Civile farà tutto quanto è nelle sue possibilità per garantire parità di diritti.

 

Azione Civile-Gruppo Parità di genere Diritti civili

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