Azione Civile esprime orrore per le stragi di Bruxelles e manifesta il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime. 
Ora seguiranno nuovi rigurgiti di razzismo e si chiederà la chiusura delle frontiere.
 


In realtà il problema è un altro e risiede sia nelle falle delle varie intelligence, con strategie inadeguate, inefficaci e non sufficientemente coordinate a fronteggiare un terrorismo con nuclei ormai consolidati territorialmente in Europa, sia in una politica europea completamente sbagliata.
 


Questi episodi non devono portare a ulteriori forme di restrizione delle libertà di tutti i cittadini né a risposte esclusivamente militari che con questo tipo di terrorismo selvaggio non possono essere efficaci né risolutive.
 
Non dobbiamo cadere nella trappola della "guerra di civiltà".


Bisogna risolvere il problema alla radice, affrontandone gli aspetti culturali ed esistenziali, e rendersi conto che le politiche di questa Europa vanno ripensate in senso umanitario.


C’è bisogno di dare all'Europa (si spera a una "futura nuova Europa") un ruolo che porti all'estensione dei diritti in tutto il Mediterraneo, non quello di gendarme delle frontiere e di difesa degli interessi di grandi potentati economici. 
Non più un'Europa che alimenta guerre e finanzia armamenti.


Occorre procedere attuando politiche di reale integrazione, corridoi umanitari per i profughi, politiche di pace e non di guerra, di accoglienza e non di respingimento.

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