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Sull'accordo UE e Turchia

La Parlamentare Europea Barbara Spinelli ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea chiedendo conto della conformità dell’accordo UE-Turchia con il divieto di respingimento sancito dalla Convenzione di Ginevra.
L’accordo siglato tra la UE e la Turchia, e ultimamente approvato ufficialmente anche dalla Grecia governata dal governo Tsipras, sta dando il via a una vera e propria deportazione forzata in Turchia a cui i profughi stanno cercando inutilmente di opporsi.

Gli osservatori di Amnesty International, quelli per i diritti umani, quelli dell UNHCR e molti altri hanno evidenziato come in Turchia il sistema di accoglienza sia completamente carente.

Anche Peter Sutherland, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le Migrazioni internazionali e lo Sviluppo, ha ritenuto illegale l’accordo UE-Turchia giacché deportare migranti e rifugiati senza aver prima vagliato le loro richieste di asilo violerebbe il diritto internazionale.
I leader europei concederanno ad Erdogan 3 miliardi di euro (iniziali), la promessa di liberalizzare i visti di ingresso dei cittadini turchi e la possibilità di fare dei passi in avanti nel processo di adesione del paese.

L'avvocato e docente universitario di diritto d'asilo Fulvio Vassallo scrive al proposito:

L'Europa, respingendo queste persone in Turchia, da dove probabilmente verranno rimpatriate nei luoghi da cui erano fuggiti, sta andando contro la stessa Convenzione di Ginevra, in particolare l'articolo 33 che sancisce il diritto di chi fugge da guerre o persecuzioni a chiedere asilo” 
“La Grecia come stato esecutore, e ovviamente Unione europea, stanno compiendo un atto illegittimo” 
Un primo riscontro potrà essere “un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo nel momento in cui le persone respinte oggi in Turchia verranno rimandate nei rispettivi paesi d'origine".

Questo accordo costituisce una escalation negativa nel modo di porsi rispetto al problema dei profughi: non solo non si attuano forme di accoglienza, non solo li si respingono, ma ora si deportano contro la loro volontà, evitando rigorosamente di agire sulle cause che producono le migrazioni (guerre, povertà, mancanza di diritti, catastrofi climatiche).
La Turchia viene trasformato in un paese che da un lato ostacolerà il viaggio di chi vuole raggiungere l’Europa, dall’altro diventerà un immenso luogo di deportazione di chi è riuscito a entrare nello spazio Schengen ma non ha ottenuto la protezione internazionale, e risulta quindi un “migrante economico

E’ un problema umano, di diritti e che coinvolge profondamente la natura stessa dell’Europa che si adegua sempre di più a una visione razzista ed escludente della politica.
Azione Civile denuncia questo grave inasprimento delle politiche verso i profughi e si impegna a lavorare per sensibilizzare alla necessità di fare dell’Europa un luogo di sempre maggiore accoglienza, integrazione e umanità.

Azione Civile – Gruppo Profughi Migranti Integrazione

 

 

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