Ancora morti che ingiustamente, con una macabra satira, definiscono bianche. NO, sono morti nere figlie della miseria nera che rende schiavi, sempre più servi.! NO, sono morti figlie di una crisi economica che costringe a risparmiare sulla sicurezza! NO, sono morti figlie di un modello neoliberista che al profitto subordina ogni valore! E’ una assurda strage della quale non si vede la fine, la mattanza di una troppo lunga guerra non dichiarata contro le lavoratrici e i lavoratori che non si fa nulla per impedire. Abbiamo chiesto, non soli ma inascoltati, un piano nazionale per la sicurezza sul lavoro, un aggiornamento legislativo di cui un paese come il nostro deve dotarsi per ovviare agli inqualificabili ritardi che hanno troppo il sapore della noncuranza. Precarietà sempre più diffusa, timore di perdere il posto di lavoro, ritmi sempre più esasperati, flessibilità spinta all'inverosimile sono fra le cause che hanno portato la sicurezza sul lavoro ad essere una chimera esponendo lavoratrici e lavoratori al continuo rischio di perderla. Non possiamo restare insensibili e indifferenti di fronte ai continui lutti che macchiano il Paese e rivolgiamo, ancora una volta, con rabbia, al Presidente della Repubblica e al Parlamento un appello perché il tema della sicurezza sul lavoro assuma centralità e priorità necessarie per opporsi a questo stillicidio. Saremo sempre, con la nostra poca ma ferma voce, a ricordare che il lavoro deve migliorare la vita non uccidere." Area Tematica Lavoro Movimento Azione Civile
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