Fermiamo la corruzione, sosteniamo la proposta di legge "La Torre bis"

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Nei giorni scorsi (22-23/02/2017) i lavoratori napoletani sono stati chiamati a scegliere quale sarà il loro futuro: licenziamento oppure accettare le richieste aziendali.

Come era prevedibile una larga maggioranza (circa 80%) ha votato accettando le richieste aziendali.
I lavoratori della sede napoletana fino al 2020 avranno un lavoro, quasi tutti con gli occhi lucidi ma non c’è gioia e molti hanno votato “si” piangendo.

L’accordo prevede un controllo individuale:

  • tempo di gestione, che deve essere il più basso possibile
  • tempo di reportizzazione della chiamata e la disponibilità a prendere un’altra chiamata (che deve essere quasi nullo)
  • soddisfazione del cliente, incrociare le richieste del cliente con le indicazioni di gestione del committente
  • la soluzione del problema, che consiste il non ricontatto del cliente nel breve periodo
  • la vendita, anche se non richiesta dal cliente proporre delle “opzioni aggiuntive”

 

L’accordo prevede anche blocco degli scatti di anzianità e congelamento del tfr
Ingiustificabile il buono welfare di 20 euro mese.

Questi sono i sacrifici chiesti ai lavoratori, nessun impegno a non delocalizzare e nessun impegno da parte del governo a combattere le delocalizzazioni e le gare al massimo ribasso

Azione Civile da sempre dalla parte dei lavoratori vigilerà affinché questo ricatto duri il meno possibile e vengano ripristinati gli istituti congelati da quest’accordo

Azione Civile dopo aver difeso la Costituzione lotterà per farla applicare a partire dall’articolo 36
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”

 

Azione Civile-Gruppo Lavoro

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