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I lavoratori Almaviva sempre uniti nella difesa del posto di lavoro, Azione Civile impegnata con loro, la notte tra il 22 e 23 dicembre si sono, complici sciagurate decisioni sindacali, divisi.
I lavoratori della sede di Napoli hanno deciso di rimandare di tre mesi il licenziamento nella speranza, a nostro giudizio vana, che succeda qualcosa di positivo anche se l’azienda chiede un taglio al costo del lavoro (e quindi agli stipendi) e misure sulla produttività individuale.
Le maestranze di Roma non hanno accettato il ricatto considerando che lo stipendio di un part-time 4 ore è già misero e un taglio del 17% non è accettabile.
La causa di questi esuberi è dovuta unicamente alle gare al massimo ribasso, al di sotto del costo del lavoro, dove chi vince deve delocalizzare la quasi totalità del lavoro in paesi come la Romania dove il costo del lavoro è un decimo di quello Italiano.
“Uniti si vince” questa è stata la parola d’ordine in questi anni di lotta.
Ci si aspettava che la vertenza Almaviva avrebbe raggruppato tutto il comparto e invece, e qui le colpe del sindacato sono inconfutabili, non si è riuscito a tenere nemmeno assieme due sedi della stessa azienda.
I lavoratori romani non si arrendono ed hanno previsti numerosi eventi (il primo è stato un flash mob il 6 gennaio a roma) per mantenere sempre viva l’attenzione sulle storture di questo mercato alla ricerca di “nuovi schiavi”.
Azione Civile sarà sempre a fianco di chi si batte e sta con i lavoratori nella lotta contro le delocalizzazioni.

Azione Civile - Gruppo Lavoro

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Commenti   

0 #1 Lorena 2017-01-09 08:40
LA nostra lotta non finisce qui
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